Neanche l’emergenza Covid fermerà gli innamorati, questo è poco ma sicuro.

Cosa berremo il giorno degli innamorati? Alcuni hanno le idee chiare. Altri brancolano nel buio in cerca della bottiglia adatta al proprio partner.

E’ per questo che ho pensato di suggerire 5 vini da proporre ad altrettante virtù. Vini rosati e “diversamente” rosati per toccare l’anima del partner e creare l’atmosfera perfetta per la vostra cena.

Classicista

Grande classico optare per una spumeggiante bollicine rosata, ancora più classico se parliamo di Franciacorta. Ricercato però se scegliamo un’etichetta davvero speciale. 

Allora vi presento il brut rosé della cantina Cavalleri. Realtà che opta per un approccio di agricoltura biodinamica ragionata in vigna, una di due realtà con questa filosofia nel territorio bresciano. L’annata è quella del 2015 e, diversamente della 2014, il vino è prodotto con il 100% di pinot nero. L’attenzione è rivolta alla maturità ottimale dell’uva. Fermentazione e affinamento in acciaio dei vini base, 42 mesi di sosta dei lieviti, una resa di 75 q.li/ettaro. 

Il tutto si traduce in una bolla finissima, persistente, dal vino color cipria. Profumi intensi e fragranti con rimandi alla pasticceria, al frutto, fragoline di bosco in particolare, all’agrume e alle erbe aromatiche. Tensione di beva, senza rinunciare ad una struttura succosa che sfocia in un finale pulito, fruttato e lungo. Un prodotto dalla fragranza franciacortina, ma con un occhio in più alla maturità di frutto, vera chiave della Franciacorta moderna per un profilo originale e territoriale.  Un vino che porta alta la bandiera della tipologia e della denominazione. 

Elegante

L’eleganza spesso va di pari passo con la semplicità. Avere in tavola un vino raffinato che riesca ad essere discreto tra le vostre mise en place, ma allo stesso tempo folgorante al sorso, è più difficile di quello che può sembrare. 

Rosa del rosa” di Proprietà Sperino. Tanto discreto quanto insaziabile, una bottiglia sicuramente da basso profilo e altissime prestazioni, come intitola il suo libro Beppe Palmieri. Siamo a Lessona, riva destra del fiume Sesia, zona dell’Alto Piemonte, territorio più che emergente per la produzione di nebbiolo di qualità e per il futuro della produzione di vini di qualità Piemontesi. Questo Rosato è prodotto con uve nebbiolo, vespolina e croatina. Il colora rosa tenue è accattivante, il naso è estremamente fine ed elegante, lamponi, fragole di bosco, viola. Sorso energico, vibrante ed estremamente sapido. Un capolavoro di Luca de Marchi e di suo padre Paolo, il quale ho già avuto il piacere di farne conoscenza.

La sua pecca? È introvabile…

Gourmet

Un vino goloso e complesso come le Cince” della cantina De Fermo. Cerasuolo d’Abruzzo della zona di Loreto Aprutino. Montepulciano coltivato secondo i crismi della biodinamica. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni in vasche di cemento e legno grande, dove svolge il suo affinamento di 9 mesi a contatto con le sue fecce fini. Il risultato è un vino goloso, rosa denso e impenetrabile, dalla nitida traccia fragrante data dal lievito, quasi un ricordo champenoise: ciliegia matura, pesca nettarina, scorza di pompelmo e fiori rossi. Accompagnato da un sorso generoso, ma allo stesso tempo fresco e apprezzabilmente tannico, con una chiusura fruttata.

Conviviale

Villa Job – “Piantagrane. Già dall’etichetta ci rendiamo conto di essere davanti ad un interprete davvero originale del pinot grigio. La realtà è che dietro a queste etichette marketing free si celano dei ragazzi estremamente intraprendenti e dalla mano felice. Piantagrane è il loro pinot grigio “base”, frutto di una fermentazione sulla buccia per 9 mesi in vasche di cemento e barrique esauste. Siamo nella zona di Pozzuolo del Friuli, agricoltura biologica. Il vino si presenta con un bel color ramato luminoso. Il naso è un tripudio di freschezza e originalità: zenzero, agrumi, pera ed erbe aromatiche. Sorso fresco, conviviale, predisposto alla gastronomia e, allo stesso tempo, per un aperitivo informale. 

Deciso

Non ci spostiamo dal Friuli, ma ci avviciniamo alla zona slovena. Sandi Skerk si trova nella zona del Carso, a Duino Aurisina, in quella zona dalle dure e brulle terre rosse ferrose e calcaree. Il suo Ograde è un altro grande esempio di “diversamente rosato”. Blend istriano, come vuole la tradizione del luogo, di diverse uve: Malvasia Istriana, Vitovska, Sauvignon del Carso e Pinot grigio. Lunga macerazione sulle bucce, 15 giorni, e conseguente affinamento in legno per 24 mesi. Il vino è di buon corpo già in movimento nel calice, ramato luminescente con sfumature aranciate. Dai profumi spiccati, dove la parte del leone la fa la parte agrumata-piccante dello zenzero e il pompelmo, note speziate e balsamiche che richiamano le foglie di tè e sensazioni mielate. Da aprire subito o lasciare in cantina a maturare. Sicuramente un’interpretazione istriana di grandissimo livello.

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